I ferri del mestiere

Pubblicato: 26 maggio 2011 in Uncategorized

Quando si rompono i ferri del mestiere è sempre un bel casino. E non mi sto riferendo né al Pc, né ad una vetusta macchina da scrivere o ad una poetica penna d’oca, e neppure ad una prosaica biro. No, niente del genere. Il ferro del mestiere principale per uno scrittore wannabe sono le mani. Se poi lo scrittore wannabe è pure un atleta della domenica wannabe, le cose si possono solo complicare.
Se riuscite ad immaginare un tizio che durante una convulsa azione di calcetto tra giocatori (scarsi), finisce senza capire come in equilibrio sul pallone, siete sulla buona strada per intuire il dramma seguente. Ora focalizzate l’equilibrio precario che se ne è prodotto, ed immaginate che duri qualche centesimo di secondo: il tempo di vedere collassare al suolo il saltimbanco sopra la palla. e poi la caduta al suolo, con tutti i suoi ottanta chili dritti dritti sul pollice della mano destra. Le bestemmie.
Se ci fossero bambini nei paraggi, fareste meglio a tappare loro le orecchie.
Slogatura del dito, ovviamente, e lontananza forzata dalla tastiera per una settimana (questo per la scrittura, a lavoro nessuno si è manco posto il problema, ed ho lavorato con la sinistra. E pure di corsa.) Diciamo che una vacanza forzata dal manoscritto di base mi ha fatto bene e mi ha chiarificato le idee su alcuni punti. Nel frattempo mia moglie ha finito la lettura, e l’ho trovata seduta sul letto che piangeva commossa come una bambina. Pensavo fosse morto il gatto. Poi ho realizzato che non ne abbiamo.
Le robe dei matti: tanto per la cronaca, quello che ho scritto dovrebbe essere un thriller, che a quanto sembra ha delle potenzialità inespresse. Ero partito “alla Stephen King”, non starò mica finendo “alla Danielle Steele”???
Ad ogni modo l’infortunio e la pausa hanno portato chiarezza e nuova fiducia all’aspirante imbrattafogli qui presente: non dico che se tornassi indietro lo rifarei uguale, perché sarei un imbecille con i fiocchi. Ma se vi dicessi che domani sera torno a giocare a calcetto, nonostante il dito ancora agonizzante? Me lo accendereste un bel cero?

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